La colomba pasquale: come farla a casa.

Una ricetta semplice e veloce per realizzare una buonissima colomba.

La colomba pasquale come la conosciamo oggi, è nata negli anni ’30 dello scorso secolo per merito del direttore pubblicitario della azienda milanese Motta. Il suo intento era quello di utilizzare gli impianti per fare i panettoni anche nel periodo primaverile.

Pur essendo di recente introduzione è diventata una tradizione radicata sulle tavole pasquali di ogni famiglia.

Noi, come la maggioranza, abbiamo sempre acquistato colombe pronte, generalmente buone, ma comunque più o meno industriali.

Vivendo in campagna, fra i tanti vantaggi, si ha anche la fortuna di avere dei vicini a cui piace realizzare molte cose da soli.

E così oggi abbiamo imparato da Nadia, bravissima cuoca, una semplice ma efficace ricetta per avere sulla tavola pasquale una buona e genuina dolce colomba.

Si comincia!
Si comincia!

Diciamolo subito, qui utilizziamo del normale lievito per dolci non la mitica Pasta Madre, ma abbiamo detto che si tratta di una ricetta veloce e con risultati più che dignitosi. Abbiamo quindi deciso di condividerla.

Cominciamo con gli ingredienti.

Sulla ricetta scritta a mano da Nadia le quantità sono indicate in “vasetti“, si riferisce alla misura di un vasetto di yogurt da 125g. Noi così li riportiamo!

Guardando la ricetta vediamo anche che sono stati fatti diversi aggiustamenti, frutto di varie prove.

La ricetta originale
La ricetta originale

Per l’impasto.

  • 4 uova intere
  • 2 vasetti di zucchero
  • 2 vasetti di yogurt agli agrumi
  • 1 vasetto di olio EVO
  • 1 bicchierino di Amaretto di Saronno
  • 4 fialette di estratto – 1 di arancia; 1 di limone; 1 di mandorle; 1 di vaniglia
  • 5 vasetti di farina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • scaglie di cioccolato fondente a piacere
  • un pizzico di sale

Per guarnire

  • 1 etto di mandorle sgusciate
  • granella di zucchero

Come devi procedere

In una terrina capace di contenere tutti gli ingredienti per l’impasto, inizia con lo sbattere le uova con le fruste di un frullatore elettrico, aggiungi lo zucchero e continua a montare.

Terminata questa fase, inizia ad aggiungere gli altri ingredienti mescolando ora, non più con il frullatore ma con un cucchiaio di legno. Per la nostra vicina questo è fondamentale.

Prima lo yogurt, poi l’olio, l’amaretto, gli estratti.

Ora aggiungi la farina e mescola con cura. Dopo aver amalgamato per bene, aggiungi il pizzico di sale, la bustina di lievito, rigorosamente setacciato con un colino per non far formare grumi ed infine il cioccolato a scaglie.

Pesiamo le mandorle.
Pesiamo le mandorle.

Versa l’impasto nel tipico stampo di cartone e fai in modo che sia ben distribuito su tutta la superficie.

Gli ultimi ritocchi.

La nostra vicina consiglia di posizionare il tutto dentro una teglia in metallo sagomata, sembra che non facendolo lo stampo in cartone si possa deformare durante la cottura.

La versiamo nello stampo.
La versiamo nello stampo.

Ora ti devi occupare della guarnitura. Disponi parte delle mandorle lungo il perimetro e poi il resto in modo meno regolare sulla rimanente superficie dell’impasto.

Infine la granella di zucchero, distribuita uniformemente.

La finitura con granella di zucchero.
La finitura con granella di zucchero.

A questo punto: in forno. A 175 gradi e per circa un’ora.

Posizionata nel forno.
Posizionata nel forno.

Sai per esperienza, che ogni forno è diverso, quindi controlla sempre l’avanzamento della cottura attraverso il vetro dello sportello. Quando il colore della superficie diventa di un bel dorato intenso, è pronta. Negli ultimi minuti di cottura puoi fare il classico test dello stuzzicadenti, che deve uscire ben asciutto dopo averlo infilato attraverso la crosta.

Il risultato finale

Pronta per essere mangiata!
Pronta per essere mangiata!

Siamo sicuri di essere riusciti a convincerti a portare sulla tavola delle feste questo bel dolce fatto da te.

In ogni caso: buon appetito!

Naturalmente saremo felici di esserti utile per qualsiasi domanda o dubbio che desideri chiarire.

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