Il nostro camino (Quinta parte)

Siamo arrivati quasi alla fine della costruzione del camino. Puoi leggere tutti i passaggi negli articoli precedenti: Il nostro camino (Prima parte), Il nostro camino (Seconda parte) Il nostro camino (Terza parte), Il nostro camino (Quarta parte).

Ora ci dobbiamo occupare dei dettagli relativi alla cappa, importantissima per la buona riuscita del tiraggio e delle rifiniture estetiche.

Andiamo avanti.

La stuccatura con il gesso

Come già ricordato: “gesso dove c’è fuoco, cemento dove c’è acqua”. Qui c’è il fuoco, eccome, e allora, gesso. Devi stuccare l’interno della cappa con estrema cura. Il fumo non deve incontrare superfici scabre nella sua risalita verso la canna fumaria, è importante che tutta la superficie interna della cappa sia il più liscia possibile.

Ora che tre lati della cappa sono costruiti e ben accessibili, devi iniziare a stuccare le pareti interne dei tavelloni. Il gesso “tira” molto rapidamente, quindi prepara la quantità di gesso giusta in misura di quanto velocemente riesci a realizzare la stuccatura.

La foto qui di seguito chiarisce bene come devi operare.

L'inizio della stuccatura interna in gesso.

L’inizio della stuccatura interna in gesso.

Come puoi vedere si è già iniziato a rifinire la parte interna della cappa. Il fatto che sia libera la parete anteriore rende più facile il lavoro.

Dopo aver fatto questo, iniziamo a chiudere la cappa partendo dall’alto. Con il frullino realizziamo il pezzo di chiusura verso la canna fumaria. Non è semplice. Dopo qualche prova mal riuscita, con un po’ di pazienza siamo riusciti a dare la forma giusta al tavellone.

Nella foto puoi vedere il risultato. Ovviamente ogni situazione diversa richiederà una forma diversa, ma può esserti di esempio.

Il pezzo di tavellone sagomato per alloggiarsi nello spazio in alto.

Il pezzo di tavellone sagomato per alloggiarsi nello spazio in alto.

Se ben sagomato potrai sistemarlo al suo posto utilizzando del cemento refrattario. Ricorda di bagnare sempre il tavellone. Meglio ancora se lo lasci immerso nell’acqua per almeno mezz’ora. Questo fa si che sia ben intriso e non sottrae acqua al cemento, così che questo avrà modo di “tirare” nel modo migliore, senza il crearsi di microfessure che potrebbero ridurre la tenuta.

La chiusura della cappa

Dopo che il cemento ha fatto presa (aspetta almeno due giorni), devi stuccare con il gesso la parte interna del tavellone, sempre avendo cura che le superfici siano il più continue e lisce possibili. Lavorando, se necessario, anche con le dita. Ben protette da guanti in lattice.

Il pezzo montato al suo posto.

Il pezzo montato al suo posto.

Come puoi vedere c’è tutto lo spazio necessario per lavorare con il gesso con facilità.

Nell’immagine che segue vediamo il lavoro di stuccatura in questa fase.

La stuccatura dopo il montaggio della veletta.

La stuccatura dopo il montaggio della veletta.

Montiamo poi gli altri tavelloni per chiudere completamente la cappa di raccolta fumi.

La cappa finalmente chiusa.

La cappa finalmente chiusa.

Ora il camino è completo per quanto riguarda la sua funzionalità. Ho stuccato tutto l’interno con il gesso e, sempre con il gesso ho rifinito le stuccature fra un tavellone e l’altro, inizialmente messi in opera con del cemento refrattario.

Una volta terminata la struttura, devi aspettare almeno ventotto giorni prima di accendere il primo fuoco. È il tempo necessario al cemento per completare la fase di indurimento. Esponendo al calore il cemento ancora nella fase di presa si rischia la fessurazione e la perdita di tenuta, sia strutturale che al fumo.

Nella foto seguente, che mi perdonerai se poco chiara, si può vedere l’interno della cappa dal punto di vista, diciamo così, del fuoco. Le superfici sono levigate al meglio, il fumo può scorrere in tutta libertà!

L'interno della cappa visto dal basso.

L’interno della cappa visto dal basso.

Per chiarezza: in alto si vede la parete interna dei tavelloni appena montati. In basso, parte della lastra di ghisa posizionata inclinata. A destra e a sinistra, le due pareti formate dai tavelloni montati per primi.

Il risultato, per ora, è funzionale ma davvero brutto. Dovremo rifinirlo con tutti quegli elementi che lo renderanno, oltre che utile, anche esteticamente piacevole.

Le finiture in legno

Per realizzare la trave in legno che rifinisce la bocca del camino ho utilizzato non una vera trave ma uno scatolato in legno formato da tavole di legno lamellare.

La struttura è stata sagomata in funzione della forma della base in muratura.

La trave di finitura durante la lavorazione.

La trave di finitura durante la lavorazione.

La struttura che vedi sotto, quella a forma di U, andrà a coprire la cappa sopra i fornelli della cucina, mentre quella in primo piano, ad L, sarà quella che prenderà posto sopra al camino e che andrà a coprire la trave in cemento che sorregge i tavelloni della cappa.

Ho unito i pezzi con spine in legno e colla vinilica.

Qui sotto puoi vedere la finta trave nella sua posizione finale. Ancora non è completa, ma già l’aspetto finale sta migliorando.

La finta trave al suo posto.

La finta trave al suo posto.

È necessario stuccare con il gesso anche tutte le fessure che si vengono a creare fra legno e mattoni. Operazione fondamentale affinché il fumo non abbia nessuna via di fuga e che l’aria proveniente dalla apertura sul pavimento (leggi gli articoli precedenti) non possa in alcun modo essere inquinata dai fumi.

La finta trave è a sua volta rifinita da un “cornicione”, sempre in legno, che fungerà anche da mensola sopra il camino.

La cornice che fa anche da mensola.

La cornice che fa anche da mensola.

Una semplice sagomatura del bordo, realizzata con una fresa a mano, rende più elegante e leggera la mensola.

Siamo un bel pezzo avanti! Il nostro camino inizia ad avere i requisiti per diventare il centro logistico della cucina.

Il piano del fuoco a 90 centimetri di altezza lo rende ottimale per cucinare senza doversi inchinare; la forma quasi a parabola delle pareti e la lastra di ghisa inclinata permettono al calore di riflettersi nell’ambiente, riscaldandolo alla perfezione; l’aria che entra dall’apertura verso l’esterno si scalda a contatto delle pareti interne e consente inoltre un tiraggio ottimale.

La teoria c’è tutta.

Il collaudo

Dobbiamo ancora aspettare però per il collaudo finale.

Per ora accontentiamoci di vederlo quasi finito, in tutto il suo insieme.

Il camino terminato. Manca il rivestimento in cartongesso della cappa.

Il camino terminato. Manca il rivestimento in cartongesso della cappa.

Nella foto, come puoi vedere, il camino è già stato collaudato. La fuliggine sulle sue pareti racconta di qualche fuoco già acceso. È importante però sapere che devi aspettare almeno 28 giorni dopo le ultime lavorazioni con cemento e gesso per accendere il primo fuoco. Questa attesa è necessaria, come già ho scritto, per far si che cemento e gesso terminino il processo di indurimento. Ti dico di più, con uno di quegli spruzzini da giardinaggio, nebulizza quotidianamente, nei ventotto giorni di attesa, dell’acqua sulle parti in mattoni. Questo farà si che il cemento ed il gesso si consolidino in modo ottimale, evitando crepe e migliorando la tenuta strutturale di tutto l’insieme.

Passati i 28 giorni, inizia con dei piccoli fuochi, è necessario un “rodaggio” durante il quale la temperatura della struttura non superi livelli troppo alti e tutto l’insieme non subisca shock termici.

Se segui queste indicazioni avrai un camino a prova di bomba!


Spero di esserti stato utile, per qualsiasi dubbio o domande ti invito a scriverci nei commenti. Saremo felici di risponderti.

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