Olio nuovo: l’oro verde della campagna.

Il lavoro durante l’intero anno, per ottenere il prezioso e gradevolissimo olio.

Quando arrivammo in questa casa in campagna, la presenza di centoventi piante di olivo ci entusiasmava da un lato, ma d’altro canto ci preoccupava non poco. Saremmo stati capaci di gestire un tale numero di piante?

Gli anni successivi ci sono stati di conferma di entrambe le sensazioni.

Avvicinarsi al momento della raccolta è una particolare emozione. Dopo aver tagliato l’erba nell’oliveto, si riprendono dalla soffitta le cassette ed i teli per la raccolta riposti l’anno precedente. La mattina si stendono i teli sotto le grandi piante e si inizia a “pettinare” i rami carichi di olive con i rastrellini per la raccolta.

Facendo grande attenzione a non pestare le olive cadute quando ci si sposta.

L’uliveto è composto da tante piante ma è importante considerarlo come un unico grande organismo, il benessere di tutto l’insieme farà si che ci saranno alberi in salute, che produrranno olive di ottima qualità, che a loro volta diventeranno del buon olio da consumare durante l’anno. Che contribuirà al benessere di noi che lo utilizziamo come alimento.

Una bella fronda carica di olive. Promessa di un buon olio.

Le nostre olive. Saranno un buon olio.

Abbiamo deciso fin da subito di non utilizzare concimi e prodotti chimici. Gli unici trattamenti che facciamo sono a base di Zolfo e Sali di Rame per la prevenzione di malattie fungine. Propoli per il rafforzamento delle naturali difese immunitarie delle piante contro le malattie parassitarie.

Il concime utilizzato è lo stallatico maturo.

Durante l’anno sfalciamo l’erba e la lasciamo, triturata, sul terreno; questo contribuisce in modo totalmente naturale all’arricchimento del terreno ed al corretto nutrimento delle piante.

Per un periodo di tempo abbiamo provato a far razzolare le nostre galline nell’oliveto, questo avrebbe portato ad un miglioramento del terreno, sia per l’arieggiamento svolto dalle zampette delle simpatiche pennute, sia per la loro, diciamo così: naturale concimazione. L’assenza di una recinzione però rendeva molto felici le volpi della zona, e così questo progetto è stato per ora abbandonato.

In ogni caso, tutto il lavoro dell’anno, è rivolto al benessere dell’insieme delle piante. Si rimane poi in attesa che tutte le varie fasi naturali necessarie si svolgano nel migliore dei modi ed avvengano nei giusti tempi.

Troppo caldo o troppo freddo al momento sbagliato, scarsa pioggia, una grandinata quando le olive si stanno formando, l’attacco della mosca dell’olivo, ed altre possibili avversità, possono mandare all’aria gran parte o l’intero raccolto.

Quest’anno gli eventi naturali hanno giocato a favore dello sviluppo delle olive ed al benessere delle piante.

Il raccolto è stato di alta qualità e di conseguenza, l’olio ottenuto possiede caratteristiche organolettiche di buon livello. Il colore è verde intenso ed il profumo è fresco, ricorda l’erba appena tagliata.

Per concludere: possiamo dire che quest’anno la resa finale è stata soddisfacente, a differenza degli ultimi due anni, quando il clima e gli attacchi della mosca dell’olivo avevano fatto danni irreparabili al raccolto, che era stato quasi nullo.

Nel video qui sotto puoi vedere riassunte le ultime fasi della produzione dell’olio. La raccolta a mano, il frantoio e l’ultima, più importante immagine: il nuovo olio che si riversa, finalmente, nel contenitore.

 

 

Ed ora, finito il raccolto e la molitura: qualche buona bruschetta e poi, di nuovo al lavoro!

Si comincia fin d’ora con la potatura, che si potrà protrarre tranquillamente fino a Marzo-Aprile prossimi. Al lavoro quindi, ma senza la necessità di correre. La fretta ed i tempi serrati non sono adatti alla natura.

Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo con altri interessati all’argomento.

Appuntamento con i prossimi articoli riguardanti la manutenzione dell’oliveto.

Musica del video: https://www.bensound.com

Scrivi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.