Natale: il menu di Tornoincampagna (3)

Eccoci al terzo appuntamento con il nostro menu del Natale. Abbiamo visto, nei due articoli precedenti, come preparare due primi piatti, una zuppa di pesce per la vigilia e i passatelli in brodo per il pranzo del 25.

Questa volta prepariamo un secondo piatto che abbiamo conosciuto in Toscana: le Braciolette di Maiale Ubriache. La ricetta è semplicissima e di breve preparazione. Non togliamo tempo allo stare insieme alla famiglia e agli amici, soprattutto in questi giorni.

La semplice preparazione di questo piatto richiede una buona qualità delle materie prime. Scegli braciole con l’osso, con la costa, meglio se di Cinta Senese, una razza di maiale tipica della Toscana e naturalmente, il miglior vino della regione, il Chianti.

Cominciamo subito.

Le quantità indicate sono anche questa volta per 6 persone, il tempo di preparazione e cottura è di soli 45 minuti.

Braciolette di maiale ubriache.

Ti servono:

  • 6 Braciolette di maiale
  • 3 spicchi d’Aglio
  • 3 cucchiai di Prezzemolo tritato
  • poca Farina bianca
  • 1 bicchiere abbondante di Chianti
  • 6 cucchiai di Olio extravergine d’oliva
La preparazione.

Con il batticarne pesta bene le 6 Braciole, salale e impepale con pepe macinato al momento, poi infarinale leggermente sui due lati.

Scalda l’olio in una larga padella e metti le braciole a rosolare, girandole più volte per farle ben rosolare sia da una parte che dall’altra.

Quando sono ben rosolate, togli le braciole dalla padella e tienile da parte.

Unisci al fondo di cottura il Prezzemolo e gli spicchi d’Aglio tritati, versa il Chianti e rimettile sul fuoco fino a quando il tutto si è ristretto quasi completamente.

A questo punto, rimetti le braciole nella padella e lasciale insaporire, girandole una sola volta.

Te l’avevo detto che ci si metteva poco! E per un ottimo risultato.


Tornare insieme, come ogni anno, alla tavola delle Feste è anche una occasione per riscoprire le tradizioni, che proprio in questi momenti, tra misticismo e convivialità, si sono sviluppate e mantenute.

La proposta di queste ricette risponde proprio a questo, prendere alcune tradizioni, semplici, senza pretese, per riscoprire i sapori che non sono dei grandi chef ma della nonna, della mamma, dello zio, si, quello che c’ha l’orto e le galline.

Se le tradizioni ti piacciono e questo articolo ti è piaciuto, condividilo in questi giorni di Feste, a qualcuno potrebbe tornare utile.

Buon Appetito!

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